Risultati


I risultati ottenuti con le indagini preliminari di rilevamento in campo, sviluppate durante la primavera, l’estate e l’autunno dell’anno 2006, hanno portato ad una esemplare raccolta di dati e di fotografie in formato digitale che ha permesso, con la redazione della carta dei genomi, la formulazione della modulistica e l’elaborazione di appropriate linee guida la completa realizzazione del progetto.

In particolare è stata impostata una semplice modulistica che permette di richiedere all’Associazione genomAmiata l’iscrizione ad un registro volontario dei diversi genomi animali e vegetali presenti all’interno delle proprie aziende o di semplici proprietà o di luoghi di proprietà di enti o del demanio.

L’iscrizione verrà accettata previa la compilazione di schede descrittive più aricolate e la successiva identificazione in campo del genoma da iscrivere al Registro volontario.

Un primo archivio fotografico, provvisoriamente limitato alla presentazione dei singoli genomi, ma in realtà, allargabile a tutti i dettagli e le foto che potranno via via essere recuperate in formato digitale o come stampe, ha già la funzione di descrivere visivamente i diversi genomi.

Le singole piante potranno essere identificate fisicamente attraverso semplici cartelli ovali in legno, possibilmente della stessa essenzache si va ad identificare, su cui imprimere con marchiatura a fuoco o in calcografia il nome volgare della specie o della varietà seguito dal nome latino con in risalto il logos:

Il progetto ha permesso durante il suo percorso di verificare l’idoneità all’indagine preliminare dei singoli genomi attraverso la nomina del dr. Ferdinanado Ciani in qualità di esperto per i genomi animali e del dr. Mario Apicella in qualità di esperto dei genomi vegetali.
Tutti i dati raccolti sono stati registrati, trattati e archiviati in un comodo supporto informatico, pronti ad essere aggiornati, ampliati ed eventualmente corretti in base alle esigenze ed alle risorse che si potranno rendere disponibili.
Il progetto è quindi in grado di organizzare da subito la costituzione dei Registri volontari per ogni singolo genoma animale e vegetale, identificando e censendo i singoli genomi e fornendo le più vaste informazioni reperibili anche dal punto di vista storico, delle tradizioni e degli usi attinenti.

Le linee guida per l’approvazione, la certificazione ed il controllo dei registri volontari si rifanno infine a quanto espressamente collaudato e utilizzato per i repertori regionali organizzati e gestiti dall’A.R.S.I.A. Toscana con la quale è implicito un costante rapporto di collaborazione, non solo nell’ambito del Comitato tecnico scientifico dell’Associazione genomAmiata di cui fa parte la dr.ssa Rita Turchi e lo stesso professor Alessandro Giorgetti, ma in modo più ampio per la condivisione degli obbiettivi di salvaguardia e valorizzazione dei genomi locali che la normativa regionale pienamente esprime


Conclusioni

Con l’avanzare dell’etá dei nostri contadini si rischia di non poter piú dare un nome alle diverse varietá di piante presenti sul nostro territorio, come alle molteplici usanze legate alla loro utilizzazione ed all’allevamento degli animali che hanno caratterizzato la nostra montagna

Le varietá locali di cereali, foraggi, ortaggi e fruttiferi presenti sul teritorio si stanno lentamente perdendo, lasciando posto ad una a indiscriminata predominanza di genoma esotico che non ha nessuna possibilità di essere valorizzato.

Anche le razze animali allevate hanno subito nel tempo una costante sostituzione e ibridazione con razze estere che hanno il piú delle volte portato ad una perdita del gusto e della tipicità delle carni e dei prodotti lattiero-caseari ed un logico incremento delle malattie.

Grazie all’ Associazione genomamiata si è potuta evidenziare sul Monte Amiata una orgogliosa coscienza contadina sull’importanza di mantenere preservare e valorizzare le risorse genotipiche locali.

La conoscenza che la popolazione residente ha delle risorse esistenti ha permesso attraverso il sottoprogetto IDE.A del progetto Adep-Interreg III di intraprendere una prima attività di animazione che ha portato ad una preliminare mappatura delle risorse genetiche e sopratutto ad individuare una efficace metodologia di intervento in grado di apportare costanti aggiornamenti, correzioni e ampliamenti.

Tale metodologia di progettazione partecipata costituisce a livello territoriale un determinante valore aggiunto, favorendo una maggiore chiarezza delle informazioni e un’adeguata mappatura in loco dei dati raccolti
Questa prima realizzazione di valorizzazione condivisa è in grado realmente di avvantaggiare la popolazione residente, attrice indispensabile della prosperitá e della qualitá della vita che con tale intervento si intende prospettare.

Completata questa prima parte di indagine sul territorio, servirà attivarsi per recuperare nuove risorse, al fine innanzitutto di divulgare i risultati ottenuti e sopratutto per aggiornarne i contenuti, permettendo a tutti gli agricoltori, i cittadini e gli Enti interessati, di partecipare attivamente al costante censimento della biodiversità presente sul Monte Amiata, al fine di valorizzarne le peculiari potenzialità commerciali e far decollare quel modello di turismo ecologico che da solo sarebbe in grado di sostenere l’economia degli abitanti che in questo territorio vivono, operano e salvaguardano di cuore.

Dr. Agr. Mario Apicella