L'indagine


Il progetto di indagine preliminare per il rilevamento della biodiversità autoctona dell’Amiata finalizzato alla realizzazione di un Registro volontario del genoma amiatino con la redazione di una prima Carta dei genotipi dell’Amiata, ha coinvolto l’Associazione genomAmiata per diversi mesi al fine di rilevare nel versante grossetano del Monte Amiata, le risorse naturali utilizzabili nella filiera agricola.

Il progetto è stato realizzato attraverso la rilevazione in campo delle conoscenze agronomiche, zootecniche e di cultura rurale che sopratutto gli agricoltori, ma anche i semplici amatori, possiedono in relazione alle piante, agli animali ed agli stessi funghi eduli presenti nei siti di cui si prendono cura, a volte da diverse generazioni.

Per l’individuazione dei genomi locali si è ritenuto di poter procedere su tutte le varietà o specie vegetali presenti sul territorio da almeno 50 anni, tralasciando quelle che non corrono rischi di erosione genetica quali ad esempio l’olivastra seggianese il sangiovese e le tre varietà di castagne che hanno ottenuto l’I.G.P. includendo comunque specie vegetali sottovalutate quali il biancospino, il prugnolo, il corniolo, il sorbo, le piante tintorie, le piante aromatiche ed officinali, le erbe selvatiche alimentari.

Per gli animali sono stati presi in considerazione sia razze locali che rischiano seriamente l’estinzione, sia razze la cui importanza può semplicemente risiedere nella cosidetta paleontologia, tralasciando per ora sia l’Asinello dell’Amiata che ha ormai un suo Registro, sia la Cinta senese ed escludendo razze che l’associazione genomAmiata sta ancora studiando.

Una importante precisazione va fatta, in ambito zootecnico, per la pecora locale. Questa popolazione, in mancanza di ricerche conclusive, è stata segnalata all’interno di greggi che in questa indagine preliminare hanno evidenziato la ”presenza di elementi che si possono far risalire alla Pecora dell’Amiata e delle Crete senesi”

Le risorse disponibili ed il tempi nei quali il progetto è stato realizzato, hanno consentito il monitoraggio di 30 realtà produttive, di cui 28 definite come siti custodi e la rilevazione di 108 genomi vegetali di cui 4 in realtì afferenti alla micologia e 6 genomi animali.

Questa importante mole di dati è stata informatizzata ed è disponibile in un semplice formato Word con il vantaggio di essere costantemente aggiornabile. Una delle caratteristiche del progetto infatti, insito nella definizione di “indagine preliminare di rilevamento della biodiversità autoctona dell’Amiata grossetano”, consiste proprio nella duttilità dei dati reperibili, che può ritenersi in costante aumento, permettendo dopo questo accurato imput iniziale, determinato dal sottoprogetto IDE.A del Progetto Adep – I.C. Interreg IIIC, l’estensione a macchia d’olio su tutto il territorio di un monitoraggio che si prevede molto ricco, sia per le risorse genetiche ancora presenti in un’area cosi ben preservata, sia per le conoscenze ben radicate nella popolazione sopratutto anziana, ancora raggiungibile.